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domenica 1 maggio 2016

Biscotti naturali del prof. Berrino


Ho tratto ispirazione per questa ricetta dal libro del professor Franco Berrino, Alimentare il Benessere. Il prof. Berrino lavora dal 1975 all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, è stato uno dei pochi ricercatori italiani chiamati a collaborare al Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer pubblicato nel 2007 dal World Cancer Research Fund.  

Suoi progetti particolarmente importanti sono, tra gli altri, quelli per la prevenzione del cancro al seno e delle sue recidive, il Progetto DIANA, frutto della collaborazione tra l'Istituto Nazionale dei Tumori e l'Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Per lui la dieta è il primo passo fondamentale verso la salute e contro i tumori. 

Caratteristica di questi biscotti è che sono fatti senza zucchero, senza uova, senza burro. Pensate non siano buoni? Niente di più sbagliato. Ho fatto le modifiche a mio gusto ma so che voi avete fantasia, quindi… sbizzarritevi!


Ingredienti

300 gr. di fiocchi d’avena o di frumento o entrambi
Mezza tazza di mandorle sgusciate e con la buccia
Mezza tazza di noci sgusciate
Mezza tazza di un mix di semi di girasole e di semi di zucca
Mezza tazza di semi di lino tritati molto finemente
Mezza tazza di semi di sesamo tritati molto finemente
Due cucchiai di semi di chia
90/100   gr. di uvetta e altra frutta secca a piacere: fichi, albicocche, datteri, bacche di goji, ecc.
30  gr. di cocco disidratato se gradito
Succo di mela non zuccherato q.b.

Come si fa:

Preparate i biscotti la sera prima: in una ciotola mettete i fiocchi d’avena e il cocco disidratato, a parte, nel mixer frullate insieme tutti gli altri ingredienti e poi aggiungeteli ai fiocchi. 

Il composto ottenuto deve avere la consistenza della polenta, per intenderci, cremoso e non liquido.

Il giorno dopo disponete sulla placca ricoperta di carta da forno mezzo cucchiaio di composto, dandogli la forma che preferite. 

Procedete in questo modo fino a esaurimento degli ingredienti.  

Ponete in forno già caldo, a 150° e fateli cuocere lentamente. Ci vogliono circa venti minuti, ma sorvegliateli.

Sono pronti quando avranno acquistato un colore marrone scuro. Si conservano bene in un sacchetto di carta per quattro o cinque giorni. Non chiudeteli in scatole sigillate, potrebbero ammuffire.






giovedì 1 maggio 2014

Biscotti al caffè del primo maggio

La Festa del lavoro viene celebrata il 1º maggio in molti paesi del mondo: si ricordano nell’occasione i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale. La festa ricorda quindi le dure battaglie operaie e prese origine da una manifestazione, organizzata a New York il 5 settembre 1882 dai Knights of Labor, un'associazione di lavoratori fondata nel 1869. Nel 1884 approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni suggerirono come data della festività il primo maggio. 

Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come rivolta di Haymarket, in cui vennero uccisi alcuni lavoratori che manifestavano. Anche in Italia vi furono manifestazioni di rilievo, soprattutto per la conquista delle otto ore di lavoro giornaliere. La festività venne soppressa durante il ventennio fascista, che festeggiava la Festa del lavoro italiano il 21 aprile in concomitanza con il Natale di Roma, ovvero la data della fondazione della città ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.

Ingredienti
230 gr. di farina di farro
120 gr di burro morbido
110 gr. di zucchero di canna 
1 cucchiaino di caffè in polvere 

4 cucchiai di caffè espresso forte
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cacao in polvere amaro

Lavorate a crema il burro con lo zucchero finché diventa morbido e spumoso. Incorporatevi il caffè in polvere, il cacao e mescolate, poi aggiungete il caffè liquido che deve essere tiepido. 
Unite a poco a poco la farina con il sale, facendo attenzione a non formare grumi. Lavorate l'impasto fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. Fate riposare in frigo per circa tre ore, protatto da una pellicola. 

Preparate la leccarda con la carta da forno, portate il forno a 180°, non ventilato. Riprendete l'impasto, con un cucchiaino ricavate dei pezzi un po' più grandi di una noce, fate delle palline che schiaccerete in forma ovale. I biscotti devono essere piuttosto spessi.

Sistemateli sulla leccarda, incideteli nel senso della lunghezza utilizzando una lama piatta per farli assomigliare a grossi chicchi di caffè. Lasciate riposare per una mezz'ora in frigorifero e poi cuoceteli in forno per circa un quarto d'ora.

Prestate molta attenzione, tutti i biscotti bruciano con moltafacilità.



martedì 11 febbraio 2014

Biscotti naturali (per una quindicina di biscotti)

Panis bis cotus: un pane cotto due volte, per eliminare perfettamente l’umidità e consentire così un’ottima conservazione. Probabilmente i biscotti derivano da questa antica ricetta conosciuta nell’antica Roma e forse importata nella “capitale del mondo” dal lontano oriente. Il famoso cuoco Apicio ne parla nel suo libro di cucina, dolcetti secchi venivano offerti alla fine del pasto nelle case dell’aristocrazia romana, con lo scopo di ripulire la bocca dalle abbondanti libagioni ingurgitate. In origine era il miele l’ingrediente principale e nacquero forse da necessità militari: testimonianze storiche narrano che, nel 31 a.C., i legionari arruolati da Marco Antonio per la battaglia di Azio furono riforniti di speciali gallette, simili a quelle che, per secoli, rappresenteranno il “rancio” di centinaia di migliaia di soldati.
 
Nei monasteri medievali i biscotti vennero perfezionati e arricchiti di ingredienti, così come cominciarono a cambiare forma e ad acquistare diverse caratteristiche: nascono cosi i ricciarelli, i cialdoni di Lorenzo il Magnifico e molti altri ancora e con il passare dei secoli la tradizione dei biscotti si farà sempre più articolata e raffinata.

 I biscotti che vi propongo sono stati ricavati da una ricetta suggerita dal Prof. Franco Berrino, oncologo ed epidemiologo, uno dei pochi ricercatori italiani chiamati a collaborare al Food, nutrition, physical activity and the prevention of cancer, pubblicato nel 2007 dal World Cancer Research Fund, oggi consulente della Direzione scientifica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Come potrete notare essi non contengono né zucchero, né uova né burro. Sono biscotti molto indicati per una dieta sana e naturale.
 
200 gr. di fiocchi d’avena o di frumento o entrambi
40   gr. di mandorle, noci, nocciole
50   gr. di uvetta
40   gr. di frutta secca a piacere: fichi, albicocche, datteri ecc.
30   gr. di cocco disidratato
Succo di mela non zuccherato q.b.

Dovrete preparate l’impasto la sera prima, in modo che i fiocchi d'avena possano gonfiarsi e amalgamarsi con il resto degli ingredienti. Ecco come procedere: mettete a mollo la frutta disidratata in acqua tiepida, sia per renderla morbida che per sciacquarla dagli oli conservanti, se non è biologica e lasciate che si re-idrati per almeno una mezz'ora. Nel frattempo, in una ciotola, versate i fiocchi d’avena e il cocco disidratato. Nel mixer sminuzzate le noci, le mandorle e le nocciole, quindi aggiungetele questo mix di frutta secca ai fiocchi d'avena e al cocco. Amalgamate tutti gli ingredienti.
 
Scolate la frutta disidratata, asciugatela in modo che perda ogni traccia di umidità e sminuzzatela brevemente nel mixer: attenzione però, non deve diventare una poltiglia. Unite la frutta secca sminuzzata agli altri ingredienti nella ciotola. A questo punto aggiungete il succo di mela: il composto ottenuto deve avere la consistenza della polenta, per intenderci. Riponete la ciotola in frigo e lasciate riposare tutta la notte.

La mattina dopo date una rimescolata agli ingredienti e poi disponete, meglio se sulla placca del forno ricoperta di carta da forno, mezzo cucchiaio di composto. Procedete in questo modo fino ad esaurimento degli ingredienti. Infornate in forno già caldo e ventilato (180 °) per circa un quarto d'ora, fino a quando saranno ben dorati. Consumateli freschi.
 

Se volete saperne di più sul Pof. Franco Berrino e l'alimentazione sana che suggerisce, seguite questo video tratto da una puntata della trasmissione "Report" in onda su Rai 3 nel marzo 2009: